Archaeological site located on the Nile with late Nubian, Meroitic, and early Christian remains. The site was inundated as a result of the construction of the Aswan High Dam in the 1960s.
The files contained in this repository focus on the Early Mesolithic portion of the stratigraphy.
The micro-CT scans have been co-funded by EuroBioimaging, Italian Multi-sited Multi-modal Molecular Imaging (MMMI) Node, application n. EuBI_FANE130.
The Arma Veirana cave is located in the Liguria region of Italy. Excavation of the cave begun in 2015 and has unearthed Neanderthal to Early Mesolithic material.
The ARIADNE Portal offers a central point of access to the archaeological resources made available from partner institutions throughout Europe. Behind the portal lie the ARIADNE registry and a set of services that are used to manage information about the datasets, collections, vocabularies, metadata schemas and mappings.
Arretium (the Etruscan Aritim) was one of the duodecim populi Etruriae and described by Livy as one of the "Capitae Etruriae". The Romans captured the city in 311 B.C. and it became a station on the via Cassia.
The ArCOA digital archive consists of a backend using a relational database for persistence, a browser-based interface for the synchronous recording and manipulation of data by a distributed workgroup, and a REST API service to expose interoperable data that will be queried by the project’s portal. The entire system is based on open-source technology. The conceptual model of the relational database consists of nine entities for the description of the objects, the collections to which they belong, the collectors who formed them, the institutions where they are currently hosted, the sites of origin of the pieces, the archival documents describing them, their images and 3D models, and the related bibliography.
Realizzato nell’ambito del progetto “Uomini & animali @ Tarquinia & Gravisca” (Progetto PRIN 2022) e rappresenta una soluzione all’avanguardia per la gestione, l’archiviazione e l’analisi dei dati provenienti dagli scavi archeologici: il sistema risponde all’esigenza di un approccio interdisciplinare e innovativo nell’indagine dei contesti caratterizzati da attività variegate e rituali come quelle attestate al ‘complesso monumentale’ di Tarquinia, ma anche nel sito di Gravisca. La piattaforma è stata progettata per integrare dati stratigrafici, informazioni sui reperti mobili e risultati provenienti da discipline scientifiche eterogenee (archeometria, antropologia, geoarcheologia, architettura, geofisica), offrendo strumenti avanzati come la generazione automatica dello schema del matrix di Harris e funzionalità di interrogazione visuale dei dati.
Nell'ambito del progetto denominato ArCOA sono previsti lo studio, la conservazione, la valorizzazione e la comunicazione delle collezioni e degli archivi del Vicino Oriente conservati in musei pubblici e privati, con particolare attenzione all'ambito lombardo, attraverso la costruzione di un database e di un portale web dedicato ai reperti vicino-orientali e fenicio-punici conservati nei principali musei. Il progetto si attua in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano. Lo studio delle collezioni include il riesame dei reperti editi e la pubblicazione di quelli inediti, in accordo con le istituzioni museali locali. Il progetto prevede inoltre l'esame della documentazione d'archivio relativa ai viaggiatori e ai collezionisti di antichità orientali. Sono previsti anche interventi di diagnostica ai fini di conservazione e prevenzione del degrado. Inoltre, ai fini della valorizzazione e fruizione del complesso dei reperti di origine vicino-orientale conservati in territorio lombardo, si attueranno strategie di coinvolgimento di soggetti residenti sul territorio ma provenienti dalle aree del Vicino Oriente.