Il progetto nasce nell'ambito del processo di redazione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale PPTR) con la finalità di effettuare una ricognizione dell'intero territorio attraverso l'analisi delle caratteristiche storiche, naturali ed estetiche.
Il webgis è una mappa interattiva che permette all’utente di visualizzare, interrogare e scaricare le informazioni presenti nel sistema relativi ai dati archeologici della città di Ancona. I dati sono sia di tipo puntuale sia di tipo planimetrico e sono suddivisi su base cronologica in diversi layers informativi.
In modalità puntuale è possibile accedere alla scheda del sito, ottenere informazioni di tipo generico (indirizzo, orari di apertura), la datazione, la descrizione e accedere ai contenuti estesi come la descrizione tecnica, l’archivio documenti, foto e disegni relativi al sito.
In modalità planimetrica è possibile interrogare i singoli elementi costitutivi (murature, pavimenti, strade, condutture etc..) i quali sono evidenziati attraverso pattern grafici differenti, anche in funzione del loro status di conservazione (esistente/ipotizzato).
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettura misurazioni e ricerche.
I dati sono sia di tipo puntuale sia di tipo planimetrico e sono suddivisi su base cronologica in diversi layers informativi.
In modalità puntuale è possibile accedere alla scheda del sito, ottenere informazioni di tipo generico (indirizzo, orari di apertura), la datazione, la descrizione e accedere ai contenuti estesi come la descrizione tecnica, l’archivio documenti, foto e disegni relativi al sito.
In modalità planimetrica è possibile interrogare i singoli elementi costitutivi (murature, pavimenti, strade, condutture etc..) i quali sono evidenziati attraverso pattern grafici differenti, anche in funzione del loro status di conservazione (esistente/ipotizzato).
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettura misurazioni e ricerche.
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettuare misurazioni e ricerche.
Nel 2001, l’International Research Center for Late Antiquity and the Middle Ages (IRCLAMA), riunito a Poreč, poneva le basi per un progetto internazionale a scala europea, finalizzato alla creazione di un corpus dell’architettura religiosa dei secoli IV-X (Corpus architecturae religiosae europeae, o CARE). Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Francia, Croazia, per prime hanno aderito a questo ambizioso progetto, cui si sono aggiunti progressivamente ricercatori ed esperti provenienti da altri paesi. L’ultimo team ad aver aderito all’iniziativa è quello di Gran Bretagna e l’Irlanda con un progetto chiamato ECCLES (Early Medieval Christian Churches and Landscapes) legato al CARE. Grazie alle ricerche condotte in Italia settentrionale dall’Università di Padova, sotto la direzione di Gian Pietro Brogiolo, l’Italia ha già dato alle stampe il primo volume del corpus con 146 schede, che rappresenta perciò una pietra miliare del progetto, mentre la Francia ha avuto il difficile compito di mettere a punto la base dati informatica, destinata ad essere tradotta nelle molteplici lingue del CARE, e ad essere diffusa online ad un pubblico molto vasto.
Il Progetto CALIGOLA, Caratterizzazione degli Ammassi Litoidi e degli ambienti IpoGei attraverso la valutazione delle caratteristiche di Oscillazione e dell’interazione con i manufatti LApidei del Criptoportico Centrale del colle Palatino, è un Progetto dedicato a sviluppare e implementare tecnologie e metodologie innovative che possano essere di supporto alla tutela e gestione di un bene monumentale di pregio storico-architettonico quale il Criptoportico Centrale del colle Palatino.
An island of the Bay of Naples off the Sorrentine Peninsula that has, since the time of the Roman Republic, been a popular seaside resort area. The emperor Tiberius maintained twelve villas on the island.
la piattaforma CAMIS GEODATABASE dove sono state caricate e si possono visualizzare ed interrogare le schede semplificate della schedatura del progetto CAMIS
Il progetto riguarda un tema che in Italia e per il periodo medievale non è mai stato affrontato in modo sistematico. Alcuni aspetti, come quelli relativi alla ritualità sono stati oggetto di analisi da parte di storici basandosi sulle fonti scritte (scarse e tarde) e senza confrontare i risultati con l'evidenza materiale. Gli studi antropologici e paleopatologici sono stati affrontati occasionalmente e solo in alcune occasioni. Altri aspetti, come le analisi paleobiologiche, non sono mai entrati sistematicamente nell'agenda dei ricercatori italiani medievisti.
L'innovatività del progetto consiste nell'avviare una ricerca multidisciplinare ed esaustiva che prevede:
1. la schedatura sistematica dei complessi funerari presso chiese di Lombardia, Veneto, Trentino, Piemonte con una scheda inserita in un sistema GIS sulla quale vengono registrate le seguenti informazioni; (a) area cimiteriale (dimensioni, limiti, struttura interna, attività che vi si svolgevano oltre a quella funeraria); (b) struttura e posizione delle tombe; (c) evidenze di ritualità (modi deposizione, tracce di riti al momento della deposizione e nel tempo); (d) eventuali corredi; (e) modi di trasmissione della memoria; (f) antropologia e paleopatologia.
2. analisi dei cimiteri utilizzando gli strumenti dell’archeologia del paesaggio (dal remote sensing allo studio del parcellare ecc) per capire la distribuzione delle aree funerarie in un’area topografica precisa, il loro significato, il rapporto con il paesaggio e con gli insediamenti;
3. analisi paleobiologiche (con studio degli isotopi stabili) degli scheletri di alcuni cimiteri campione, al fine di individuare nuove informazioni sullo stile di vita e i movimenti migratori degli individui sepolti.
4. analisi antropologiche dei materiali scheletrici.