CHARCOAL è un progetto speciale per la didattica che ha lo scopo di accompagnare studenti e studentesse nell’individuazione, documentazione e studio delle evidenze antracologiche legate alla produzione di carbone di legna nell’area montana Apuo-versiliese. Scopo dell’iniziativa è ampliare l’offerta didattica dei corsi di studio menzionati tramite un percorso specifico che prevede la partecipazione di un formatore esterno, il Dr. Radoslaw Grabowski, esperto archeobotanico con ampia esperienza internazionale nel mondo della ricerca e dell’archeologia preventiva.
The study was undertaken in six medieval-like model glass samples UG (unaltered glass), MAK, MAR, MTA, MTB and MTN subjected to various environmental and atmospheric conditions in order to generate alteration layers of different characteristics. A potash-lime silicate glass, with composition similar to that of medieval glasses, was melted at 1400 °C during two hours, poured in a brass mould of rectangular cross section and annealed at 650 °C. The resulting glass ingot was cut in slices of around 10×10×2 mm3 and then polished using emery paper and an aqueous suspension of cerium oxide to obtain optical quality surfaces. Alteration of the glass slices was conducted by exposure to five different laboratory corrosion tests: SO2 corrosion for MAK sample, synthetic river water degradation for MAR, and degradation due to acid, basic and neutral medium for MTA, MTB and MTN, respectively. This dataset consists of images of the samples; Laser-induced Breakdown Spectrocopy (LIBS) spectra; Laser-induced Fluorescence (LIF) spectra; Optical Microscopy (OM); FT-Raman spectroscopy and Multi-Photon Excitation Fluorescence (MPEF) signals obtained with a Nonlinear optical microscopy (NLOM). This information allows characterizing the composition of both body glass and determining the thickness of the degradation layer. Images are presented in JPG. All spectra are presented in cvs format, in a single page.
Ricostruzione virtuale della Tomba Campana nella necropoli di Monte Abatone a Cerveteri, in particolare la camera principale e la camera laterale destra. E' stato incluso anche un potenziale corredo e una simulazione delle deposizioni .Al modello 3D si accompagnano alcuni rendering 360 della tomba attuale (come è) e ricostruita (come era, da due punti di vista all'interno della tomba). Una mappa indica il loro posizionamento in pianta. A ciascun rendering si associano contenuti narrativi riferiti alla vista generale e ad alcuni elementi di approfondimento (identificati da maschere semantiche). Inoltre sui rendering è mappato anche il back end scientifico: il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici (rosso: elementi archeologici documentati in situ; azzurro: elementi soggetti a ricostruzione o restauro virtuale di un risarcimento derivante da evidenza fisica; verde: elementi ricostruiti in mancanza di concrete evidenze attraverso processi comparativi o deduttivi; giallo chiaro: anastilosi tipo 1: riposizionamento di frammenti esistenti ma rimossi o ritrovati in giacitura secondaria e attualmente conservati in altro contesto; giallo scuro: anastilosi tipo 2: ricostruzione o restauro virtuale del frammento riposizionato in anastilosi virtuale). Infine a completamento del back end scientifico ai vari elementi ricostruiti virtualmente sono associate le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretatativi che hanno supporttao l'ipotesi ricostruttiva. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca e industrie creative.
Ricostruzione virtuale della Tomba dei Rilievi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri. E' stato incluso anche un potenziale corredo e una simulazione delle deposizioni .Al modello 3D si accompagnano alcuni rendering 360 della tomba attuale (come è) e ricostruita (come era, da due punti di vista all'interno della tomba.Una mappa indica il loro posizionamento in pianta. A ciascun rendering si associano contenuti narrativi riferiti alla vista generale e ad alcuni elementi di approfondimento (identificati da maschere semantiche). Inoltre sui rendering è mappato anche il back end scientifico: il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici (rosso: elementi archeologici documentati in situ; azzurro: elementi soggetti a ricostruzione o restauro virtuale di un risarcimento derivante da evidenza fisica; verde: elementi ricostruiti in mancanza di concrete evidenze attraverso processi comparativi o deduttivi; giallo chiaro: anastilosi tipo 1: riposizionamento di frammenti esistenti ma rimossi o ritrovati in giacitura secondaria e attualmente conservati in altro contesto; giallo scuro: anastilosi tipo 2: ricostruzione o restauro virtuale del frammento riposizionato in anastilosi virtuale). Infine a completamento del back end scientifico ai vari elementi ricostruiti virtualmente sono associate le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretatativi che hanno supporttao l'ipotesi ricostruttiva. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca e industrie creative.
Ricostruzione virtuale della Tomba dei Capitelli nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri, esemplificativa della tomba-casa etrusca. E' stato incluso anche un potenziale corredo e una simulazione delle deposizioni .Al modello 3D si accompagnano alcuni rendering 360 della tomba attuale (come è) e ricostruita (come era, da due punti di vista all'interno della tomba.Una mappa indica il loor posizionamento in pianta. A ciascun rendering si associano contenuti narrativi riferiti alla vista generale e ad alcuni elementi di approfondimento (identificati da maschere semantiche). Inoltre sui rendering è mappato anche il back end scientifico: il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici (rosso: elementi archeologici documentati in situ; azzurro: elementi soggetti a ricostruzione o restauro virtuale di un risarcimento derivante da evidenza fisica; verde: elementi ricostruiti in mancanza di concrete evidenze attraverso processi comparativi o deduttivi; giallo chiaro: anastilosi tipo 1: riposizionamento di frammenti esistenti ma rimossi o ritrovati in giacitura secondaria e attualmente conservati in altro contesto; giallo scuro: anastilosi tipo 2: ricostruzione o restauro virtuale del frammento riposizionato in anastilosi virtuale). Infine a completamento del back end scientifico ai vari elementi ricostruiti virtualmente sono associate le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretatativi che hanno supporttao l'ipotesi ricostruttiva. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca e industrie creative.
Riproduzioni di archivio, scavi correnti e nuove acquisizioni raccolte negli anni di studi da parte della Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche (prof. Fernando Gilotta) del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”. Il dataset comprende oltre alle immagini di scavo degli anni 2018 e 2019 (dr. C. Rizzo, dr. V. Carafa), un notevole insieme di fotogrammi digitalizzati delle sequenze di scatti della sonda Minox realizzate durante le prospezioni Lerici svolte nella necropoli di Monte Abatone.
Rilievo con laser scanner del Tumulo Campana, il monumento di maggior impatto visivo della Necropoli di Monte Abatone, con il suo diametro di oltre trenta metri. Il dataset comprende le nuvole di punti dell’intero tumulo, sia dell’esterno che delle camere interne ipogee, realizzate nell’anno 2021 da parte della Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche (prof. Fernando Gilotta) del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali e della Cattedra di Disegno (prof.ssa A. Cirafici) del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”. L’acquisizione e l’elaborazione (prof. P. Argenziano, prof.ssa A. Avella, arch. T. Patriziano), sono suddivisi in nuvola di punti in formato .e57 e mesh poligonale in formato .ply. Il dataset, per la sua risoluzione e accuratezza, è uno strumento utile allo studio e alla valorizzazione di un monumento che sebbene sia conosciuto dalla metà del 1800, e giunto a noi con controverse fortune dei corredi delle camere sepolcrali, non aveva ancora ricevuto un approfondimento di studi sulla struttura, sia da un punto di vista materiale che architettonico, inserendolo nel contesto territoriale di appartenenza. Inoltre è un mezzo di valorizzazione poiché il monumento non è immediatamente accessibile al pubblico. Il dataset è stato acquisito con laser scanner Leica BLK360 e le nuvole sono state rielaborate con software Leica Cyclone.
Il gruppo di lavoro è composto da ricercatori e professionisti del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali e di Architettura e Disegno industriale dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” coordinati dal prof. F. Gilotta e prof.ssa A. Cirafici.
Planimetrie di fase dell’area di scavo di Monte Abatone-Cerveteri, anni 2018-2019. Nel complesso il dataset comprende il rilievo generale dell'area archeologica su cartografia catastale e Carta Tecnica Regione Lazio 1:5000. Le piante di fase sono state ottenute mediante rielaborazioni di rilievi CAD eseguiti dal dr. C. Rizzo e dagli studenti dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” e digitalizzazione delle ortofoto eseguite nel 2020 dal dr. Luca Lucchetti dell’Università degli Studi della Tuscia. Per l'elaborazione e gestione dei dati è stata utilizzata la versione student di AutoCAD 2020 e utilizzata una piattaforma GIS open souce, QGIS.
Nel dataset è presente, in formato pdf, la restituzione in formato vettoriale della planimetria redatta dalla Fondazione Lerici alla fine delle campagne 1957-1962 con la caratterizzazione architettonica degli interni delle camere sepolcrali rielaborate dagli schizzi misurati di E. Zapicchi.
Rilievo con laser scanner dell’area di scavo indagata negli anni 2018-2019 nella Necropoli di Monte Abatone nei pressi del monumentale Tumulo Campana. La campagna di scavo è condotta dalle Università della Campania “L. Vanvitelli”, della Tuscia e di Bonn e ha riportato alla luce tombe e tamburi di tumuli finora sconosciuti permettendo la ricostruzione del paesaggio funerario antico. Il dataset comprende le nuvole di punti dell’intera area di scavo, sia dell’esterno che delle camere tombe ipogee, realizzate nell’anno 2019 da parte della Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche (prof. Fernando Gilotta) del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali ed elaborate con la collaborazione della Cattedra di Disegno (prof.ssa A. Cirafici) del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”. L’acquisizione (dr. C. Rizzo, dr. T. D’Anna) e l’elaborazione (prof. P. Argenziano, prof.ssa A. Avella, arch. T. Patriziano), sono suddivisi in aree esterne e ambienti ipogei in nuvola di punti in formato .e57 e mesh poligonale in formato .ply. Il dataset, per la sua risoluzione e accuratezza, è uno strumento utile allo studio e alla valorizzazione di un’area sepolcrale che ogni anno è interrata per motivi di conservazione e sicurezza, permettendo di inserirla nel contesto territoriale di appartenenza.
Il dataset è stato acquisito con laser scanner Leica BLK360 e le nuvole sono state rielaborate con software Leica Cyclone.
Il gruppo di lavoro è composto da ricercatori e professionisti del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali e di Architettura e Disegno industriale dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” coordinati dal prof. F. Gilotta e prof.ssa A. Cirafici.
Installazione accessibile con TUI (Tangible User Interface) dal titolo “La Tomba-Casa degli Etruschi”, realizzata secondo i principi dell’Universal Design. Destinata alla Sala Mengarelli di Cerveteri, e-Archeo Tattile ha l’obiettivo di coinvolgere il visitatore invitandolo a interagire con alcuni contesti riprodotti tridimensionalmente e materialmente, che servono come tramite per una narrazione audiovisiva su schermo sottotitolata e in lingua dei segni (LIS e IS). I temi proposti nella TUI riguardano la necropoli di Monte Abatone a Cerveteri, con la sua varia tipologia di tombe simili a case. Per la prima volta la necropoli di Monte Abatone viene presentata al pubblico sebbene in forma virtuale. Non è infatti possibile visitarla nella realtà dal momento che lo scavo archeologico, ancora in corso, viene ricoperto ogni anno per motivi di conservazione.
Viene qui pubblicato il progetto, le linee guida metodologiche e gli output multimediali. Il gruppo di lavoro è multidisciplinare ed include istituzioni di ricerca, esperti di accessibilità e industrie creative.
Il Centro di Ricerca DigiLab nasce per potenziare la ricerca scientifica interdisciplinare nell’area dei beni e della produzione culturale, gestire strumentazioni e laboratori particolarmente complessi nel settore delle tecnologie digitali per la cultura, comunicare e valorizzare i patrimoni culturali.
Gli oltre cento ricercatori che compongono il comitato tecnico-scientifico di DigiLab vantano, tra le altre, le seguenti competenze:
progettazione e realizzazione di sistemi per la valorizzazione del patrimonio culturale, per la comunicazione scientifica, la costruzione di conoscenze e di attività di apprendimento basate sui patrimoni online;
comunicazione online dei patrimoni digitali della Sapienza e di soggetti pubblici e privati;
operazioni di digitalizzazione e metadatazione di collezioni e patrimoni culturali secondo standard europei;
coordinamento della progettazione e realizzazione della Sapienza Digital Library;
costituzione e gestione di laboratori che utilizzino o sviluppino tecnologie digitali per attività di ricerca nell’ambito dello heritage;
realizzazione di installazioni digitali e produzioni video nell’ambito dei beni culturali e della comunicazione culturale;
supporto, progettazione e organizzazione di corsi di apprendimento permanente rivolti alle aree di attività di riferimento, anche in collaborazione con enti esterni e in e-learning;
progetti di ricerca, promozione e/o partecipazione ai progetti su bandi europei, nazionali e regionali relativi alle aree di attività di riferimento
Dalla natura interdisciplinare del progetto è nato nel 2015 il Centro di Ricerca Coordinata (CRC) “Progetto Tarquinia”. I sei Dipartimenti dell’Ateneo che ne fanno parte (Beni Culturali e Ambientali, Chimica, Informatica, Scienze Biomediche per la Salute, Scienze della Terra “Ardito Desio”, Scienze e Politiche Ambientali) supportano la ricerca archeologica dal punto di vista naturalistico e informatico, con la collaborazione dei colleghi del Politecnico di Milano (Dipartimento di Architettura Studi Urbani) che si occupano degli aspetti architettonici e urbanistici.
Il progetto nasce nell'ambito del processo di redazione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale PPTR) con la finalità di effettuare una ricognizione dell'intero territorio attraverso l'analisi delle caratteristiche storiche, naturali ed estetiche.
Il webgis è una mappa interattiva che permette all’utente di visualizzare, interrogare e scaricare le informazioni presenti nel sistema relativi ai dati archeologici della città di Ancona. I dati sono sia di tipo puntuale sia di tipo planimetrico e sono suddivisi su base cronologica in diversi layers informativi.
In modalità puntuale è possibile accedere alla scheda del sito, ottenere informazioni di tipo generico (indirizzo, orari di apertura), la datazione, la descrizione e accedere ai contenuti estesi come la descrizione tecnica, l’archivio documenti, foto e disegni relativi al sito.
In modalità planimetrica è possibile interrogare i singoli elementi costitutivi (murature, pavimenti, strade, condutture etc..) i quali sono evidenziati attraverso pattern grafici differenti, anche in funzione del loro status di conservazione (esistente/ipotizzato).
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettura misurazioni e ricerche.
I dati sono sia di tipo puntuale sia di tipo planimetrico e sono suddivisi su base cronologica in diversi layers informativi.
In modalità puntuale è possibile accedere alla scheda del sito, ottenere informazioni di tipo generico (indirizzo, orari di apertura), la datazione, la descrizione e accedere ai contenuti estesi come la descrizione tecnica, l’archivio documenti, foto e disegni relativi al sito.
In modalità planimetrica è possibile interrogare i singoli elementi costitutivi (murature, pavimenti, strade, condutture etc..) i quali sono evidenziati attraverso pattern grafici differenti, anche in funzione del loro status di conservazione (esistente/ipotizzato).
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettura misurazioni e ricerche.
I dati possono essere scaricati dagli utenti, in base al loro livello di accesso al sistema in formati raster e vettoriali aperti (Json, KML, SHP, Geotiff, CSV, Geojson). L’utente ha la possibilità di stampare tavole tematiche relative ai layers di interesse che sono stati selezionati nella mappa, effettuare misurazioni e ricerche.