Lo storytelling accompagna la vista della piazza in età messapica, uno dei primi spazi collettivi realizzati alla nascita della città, tra la fine del IV e il III sec. a.C. Per i sei punti di vista della piazza di età romana, che copre quella più antica, si raccontano diversi aspetti della vita quotidiana di questo spazio che diventa il mercato, uno dei luoghi più affollati della città, scenario privilegiato per l’incontro di etnie differenti e di gruppi sociali eterogenei e per lo scambio di saperi e di idee, che rappresenta il tratto distintivo del paesaggio culturale di Egnazia, oltre che una delle cifre essenziali dell’impianto narrativo del progetto ‘E-archeo’. La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio.
La ricostruzione della piazza in età messapica è stata realizzata da Altair4 Multimedia sulla base degli elementi planimetrici (piante di fase) che individuano la superficie dell’area, dei resti frammentari in situ dei bordi lastricati, che sono stati estesi a tutto il perimetro per similitudine e dei dati di scavo sistematizzati dal gruppo dell’Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque. Per l’età romana Altair4 Multimedia si è basata sul modello ricostruttivo realizzato nel 2015 da Massimo Caggese per Altair srl, sul quale sono state operate alcune modifiche e integrazioni per aggiornarlo allo stato attuale delle conoscenze e delle condizioni di utilizzo, con l’inserimento dei banchi di vendita e delle relative merci e suppellettili sulla base dei ritrovamenti, secondo le indicazioni fornite dal team della Università di Bari. Per il periodo messapico è presente un solo punto di vista, al centro della piazza (V02), per l’età romana sono stati individuati 6 punti di vista privilegiati, ciascuno pertinente a un particolare aspetto della piazza del mercato e della attività che vi si svolgevano. Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale realizzate con camera INSTA360 PRO2 per le riprese a terra, e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista realizzati con VRAY su Autodesk 3DS MAX. A ciascuno dei 6 punti di vista panoramici sono associate le immagini di backend con le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretativi che hanno supportato l'ipotesi ricostruttiva.
Lo storytelling accompagna la fruizione della piazza mercato in età tardoantica a cui rimanda parte più significativa delle strutture attualmente a vista. Per i sei punti di vista esterni, collocati nella stessa posizione della piazza di età romana, il racconto si sofferma sulle trasformazioni dello spazio e delle attività di questo che resta uno dei luoghi più affollati, scenario privilegiato per incontri e scambi nella nuova città legata al culto cristiano e all’influenza culturale e amministrativa del vescovo. Nei tre ambienti ricostruiti anche all’interno, il racconto per le viste e per gli hotspot degli oggetti 3D si sofferma sul diverso modo in cui queste botteghe erano vissute, una destinata a derrate e merci giunte nel porto ancora molto attivo e aperto a contatti con l’intero bacino del Mediterraneo, un’altra dedicata a vasellame di importazione e una specializzata nella vendita di merci contrassegnate da simboli legati al Cristianesimo, approfondite negli hotspot. La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio
La ricostruzione virtuale mostra quanto significativo sia il cambiamento della piazza in età tardoantica, nell’organizzazione degli spazi e nelle strutture, nonostante il complesso rimanga il principale mercato della città. Cifra distintiva della trasformazione è il reimpiego di materiale architettonico dal crollo dei portici di età romana, probabilmente anche a causa di un terremoto di cui lo scavo ha evidenziato in questo settore segni abbastanza indicativi. Per la realizzazione del progetto di ricostruzione Altair4 Multimedia si è basata sui dati planimetrici (piante di fase), sui rilievi fotogrammetrici, sulla consistente mole di dati sistematizzati nelle pubblicazioni del team della Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque. Sono stati individuati 8 punti di vista privilegiati di cui 5 all’esterno in corrispondenza con i punti V01,V02,V03,V04,V06 della piazza in età romana, ma che trovano qui una più evidente corrispondenza con lo stato attuale, e tre punti di vista negli ambienti interni individuati come ambiente 6, ambiente 10 e ambiente 11, più significativi per mostrare le diverse specializzazioni delle botteghe. Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale degli 8 punti prescelti realizzate con camera INSTA360 PRO2 per le riprese a terra, e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista realizzati con BLENDER 3.0. A ciascuno dei 6 punti di vista panoramici sono associate le immagini di backend con le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretativi.
Lo storytelling che accompagna la visione dall'alto della città nel suo insieme si concentra sugli elementi di continuità e sulle trasformazioni dal periodo messapico, all'età romana e al Tardoantico, con attenzione particolare al disegno urbano, alla rete stradale, alle infrastrutture, al rapporto tra spazi collettivi, spazio privato, aree produttive, spazio funerario. La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio.
Per Egnazia è la prima ricostruzione virtuale dell’immagine della città nel suo insieme, che permette di leggere le trasformazioni del paesaggio urbano tra età messapica, quando nasce la città tra la fine del IV e il III sec. a.C., la prima età imperiale romana, quando Egnazia si riorganizza dopo l’istituzione del municipio e l’età tardoantica, con particolare riferimento agli inizi del VI secolo, periodo di maggiore potenza della diocesi. La ricostruzione è stata realizzata da Superelectric, in stretta collaborazione con il team dell’Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque. La visione dall’alto permette di valorizzare la forma della città, le relazioni tra gli spazi inseriti nella maglia stradale, in rapporto con la struttura idrogeologica, la morfologia del territorio, la vegetazione. Sono stati utilizzati i software blender 3.0 e Cinema 4D. Sono inclusi nel dataset n.3 rendering a 360° delle ricostruzioni relativi alla età messapica, romana e tardoantica.
Nella web app ‘e-archeo’ quattro diversi punti di vista esterni e interni all'abitazione indigena, la prima indagata stratigraficamente ad Egnazia per questo periodo, sono accompagnati da uno storytelling incentrato sulle attività e sui diversi aspetti della vita che quotidianamente si svolgeva in questi spazi. La vista dall'esterno (V01) permette di cogliere l'organizzazione del complesso nella più antica città, organizzata tra la fine del IV e il III sec. a.C., mentre dal centro cortile , su cui si imposta l’atrio della domus romana (V02), si entra nel vivo delle attività dell'abitazione. Spazio specifico, nella ricostruzione e nella narrazione, è riservato al recinto sacro a cui si sovrappone il sacrario di età romana (V04) e al vano produttivo che accoglie una fornace (V05) e gli spazi di lavoro, sostituiti nella domus romana dalla dispensa (V06). La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio.
La ricostruzione virtuale delle fornaci per la calce nell’area produttiva tardoantica che riconverte lo spazio delle terme del foro e di una domus romana attigua è stata realizzata da Altair4 Multimedia sulla base dei dati di scavo e di rilievo (piante di fase) forniti dal team della Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque. Le due fornaci erano situate in due ambienti della precedente dimora. L’impianto di maggiore portata, a carica dal basso, era definito da una struttura circolare in grandi blocchi ed era provvisto di un piano di cottura in lastre di calcare, tra cui alcuni basoli della via Traiana ormai ricoperta da una massicciata.
Sono stati individuati 2 punti di vista utili a visualizzare la ricostruzione delle due fornaci sovrapposta allo stato attuale dell’area. Il modello tridimensionale è stato realizzato con BLENDER 3.0, e renderizzato con V-RAY. Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale dei 2 punti prescelti realizzate con camera INSTA360 PRO2, e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista. A ciascuno dei 2 punti di vista panoramici sono associati i contenuti narrativi in italiano e inglese per lo stato attuale e per la ricostruzione, oltre alle immagini di backend con le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretativi che hanno supportato l'ipotesi ricostruttiva.
Nei sei punti di vista della web-app lo storytelling accompagna virtualmente il visitatore partendo dall’esterno, dove si coglie il rapporto con il mare di questo santuario che era il simbolo della città, il primo a renderla riconoscibile da tutti coloro che raggiungevano Egnazia entrando nel porto ai piedi dell’acropoli. Passando all’interno, lungo il percorso seguito anche dai fedeli, il racconto si sofferma sui rituali e sul culto della divinità, con ogni probabilità Venere, alla quale erano affidate le speranze per il successo degli affari e per la riuscita dei passaggi essenziali della vita. Come la piazza del mercato, anche al cospetto della dea si infittivano incontri e scambi che segnano l’apertura e il tratto multiculturale tipico delle città di mare, in antico come oggi. La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio
Il progetto della ricostruzione di questo complesso monumentale, particolarmente rappresentativo per la città in età romana, è stato realizzato da Altair4 Multimedia sulla base dei dati di rilievo e di scavo sistematizzati dal team della Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque. La definizione degli elementi architettonici e dello sviluppo in altezza degli edifici è stata elaborata per la prima volta dalla ricomposizione di frammenti reimpiegati in diversi settori della città antica, attraverso considerazioni metrologiche e strutturali sostenute da confronti tipologici con altri edifici di culto di età imperiale meglio conservati. La ricostruzione tridimensionale è stata realizzata con software Blender 3.0, per la realizzazione delle texture ci si è basati sulla documentazione fotografica fornita e sui rilievi fotografici effettuati sul posto. Sono stati prescelti 6 punti di vista privilegiati per visualizzare la ricostruzione del santuario, che ne evidenziano le caratteristiche salienti: la posizione panoramica in rapporto con la città e soprattutto con il mare (V01), l’accesso al santuario (V02), l’altare e la gradinata di accesso al tempio (V03), il podio e l’accesso alla cella (V04), la piazza solo in parte lastricata (V05), il portico con le nicchie votive (V06). Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale dei 6 punti prescelti realizzate con camera INSTA360 PRO2 per le riprese a terra, e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista realizzati con Blender 3.0. A ciascuno dei 6 punti di vista panoramici sono associate le immagini di backend, con le informazioni relative alle fonti e ai processi interpretativi che hanno supportato l'ipotesi ricostruttiva.
Nella web app ‘e-archeo’ quattro diversi punti di vista esterni e interni all'abitazione indigena, la prima indagata stratigraficamente ad Egnazia per questo periodo, sono accompagnati da uno storytelling incentrato sulle attività e sui diversi aspetti della vita che quotidianamente si svolgeva in questi spazi. La vista dall'esterno (V01) permette di cogliere l'organizzazione del complesso nella più antica città, organizzata tra la fine del IV e il III sec. a.C., mentre dal centro cortile , su cui si imposta l’atrio della domus romana (V02), si entra nel vivo delle attività dell'abitazione. Spazio specifico, nella ricostruzione e nella narrazione, è riservato al recinto sacro a cui si sovrappone il sacrario di età romana (V04) e al vano produttivo che accoglie una fornace (V05) e gli spazi di lavoro, sostituiti nella domus romana dalla dispensa (V06). La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio.
La ricostruzione virtuale (Altair4 Multimedia in collaborazione con il team dell'Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque), di questo complesso residenziale indigeno, il primo documentato ad Egnazia con scavo stratigrafico, ha proceduto di pari passo con la prima pubblicazione scientifica, in un proficuo condizionamento reciproco per i diversi obiettivi.
Sono stati individuati 5 punti di vista corrispondenti a quelli della domus ad atrio romana, per visualizzare efficacemente la trasformazione, con relativo back-end scientifico: vista dall’esterno per il rapporto con il tessuto urbano della più antica città (V01), cortile centrale (V02), recinto sacro in corrispondenza del sacrario della casa romana (V04), due viste del grande vano artigianale (V05, V06), di cui la prima in corrispondenza della fornace in situ.
Particolarmente accurato è stato il lavoro per la resa di questo vano: in quanto ambiente unico, è stato necessario inserire due pilastri per ridurre la luce della trave principale, sono state studiate aperture per l’areazione e il deflusso dei fumi di combustione, di cui è stata realizzata una simulazione dinamica per verificare i parametri dimensionali. Sono stati ricostruiti gli arredi per l’essiccatura e lo stoccaggio delle ceramiche, tra cui la trozzella, produzione tipica della Messapia conservata nel Museo, di cui è stato creato un modello fotogrammetrico. Il modello tridimensionale è stato realizzato con Autodesk 3DSTUDIO MAX, e renderizzato con V-RAY. Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale dei 5 punti prescelti realizzate con camera INSTA360 PRO2 per le riprese a terra e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista.
La ricostruzione virtuale (Altair4 Multimedia in collaborazione con il team dell'Università di Bari guidato da Gianluca Mastrocinque), ha interessato questa dimora ancora in corso di scavo, per la quale erano già disponibili dati consistenti, che sono stati sistematizzati per la prima pubblicazione nello stesso periodo di lavorazione del 3D. Oltre alla vista dall’esterno per il rapporto con il tessuto urbano (V01), sono stati ricostruiti dall’interno 4 spazi: l’atrio da cui si ha la percezione più efficace dello sviluppo degli spazi (V02), il tablino (V03), la dispensa (V06), il sacrario (V04), vano documentato di rado, specie nella Puglia di età romana. Per ogni ambiente i dati dello scavo stratigrafico hanno permesso di ricostruire e ricollocare molti elementi della decorazione e dell’arredo, mentre altri sono stati elaborati sulla base di confronti stringenti per tipologia e cronologia, come risulta dal back-end scientifico. Ad esempio, nel sacrario, è stato ricollocato l’altare sulla base di un grande frammento reimpiegato in età tardoantica e si è realizzata l’anastilosi virtuale della statua di Demetra custodita presso il Museo, mentre nella dispensa lo studio già completo dei materiali ha consentito di ricostruire con alto grado di dettaglio suppellettili, merci e vivande. Il modello tridimensionale è stato realizzato con Autodesk 3DSTUDIO MAX, e renderizzato con V-RAY. Sono incluse nel dataset le immagini panoramiche a 360° dello stato attuale dei 5 punti, realizzate con camera INSTA360 PRO2 per le riprese a terra, e i rendering a 360° realizzati dai medesimi punti di vista. A ciascuno dei 5 punti di vista panoramici sono associate le immagini di backend, dove il livello di affidabilità della ricostruzione è indicato con colori simbolici e supportato da informazioni su fonti e processi interpretativi, secondo il metodo dell’extended matrix.
Nella web app ‘e-archeo’ i cinque diversi punti di vista esterni e interni alla casa sono accompagnati da uno storytelling incentrato sulle attività e sui diversi aspetti della vita che quotidianamente si svolgeva in questi spazi, intensamente frequentati fin dalle prime ore del mattino, dall’attività politica e finanziaria nel tablino, ai culti, soprattutto di Demetra, nel sacrario, alla conservazione nella ricca dispensa di prodotti che raccontano i gusti ricercati della famiglia aristocratica proprietaria della casa. La narrazione, in italiano e inglese, accompagna sia lo stato attuale sia la ricostruzione e può essere fruita in forma scritta e come audio dalla voce di attori professionisti che hanno registrato in studio.
This dataset is the result of an automatic conversion of some contents of EDR into EpiDoc.
There are hundreds of collaborators in many different universities, described in the following page: http://www.edr-edr.it/it/strutt_it.php
A description of the database can be found here http://www.edr-edr.it/en/present_en.php?lang=en.
This dataset is the result of an automatic conversion of some contents of EDR into EpiDoc.
There are hundreds of collaborators in many different universities, described in the following page: http://www.edr-edr.it/it/strutt_it.php
A description of the database can be found here http://www.edr-edr.it/en/present_en.php?lang=en.
The Epigraphic Text Database is the heart of EDH and contains about 82.000 inscriptions. Almost all of the records present texts, which have already either been edited in the monumental Inscription corpora – in many cases still valid, but often do not fulfill the standards of modern textual editorial practice – or published, revised and discussed in thousands of scholarly articles. The texts and metadata of the inscriptions are thus presented on the basis of up to date scholarly research. One of the basic principles of the working method of EDH has been that readings have been not simply accepted from the editions and secondary literature. As much as possible these readings were verified at least on the basis of drawings or photographs – in the case of the latter these belong to the records of the Photographic Database – or ideally through autopsy; by means of the "status field" the user of the database is informed about the manner of verification of the readings.
This dataset is an automatized conversion to EpiDoc of the data in the Epigraphic Database Bari.
http://www.edb.uniba.it/
A full list of collaborators can be found at http://www.edb.uniba.it/people .
The Epigraphic Database Bari project (EDB), started in 1988, specializes in the epigraphic documents by Christians of Rome between III-rd and VIII-th cent. CE in the framework of the Electronic Archive of Greek and Latin Epigraphy (EAGLE), to whom it participates as founding-member - with EDH and EDR - since 2004.
Most of these epigraphic documents were published in the Inscriptiones Christianae Vrbis Romae, nova series, voll. I-X, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, in civitate Vaticana 1922-1992 (ICVR). EDB plains to update ICVR and to collect also the other Christian inscriptions from Rome and its suburbium published elsewhere.
ECHOES’ mission is to set up the European Collaborative Cloud for Cultural Heritage (ECCCH), a shared platform designed to facilitate collaboration among heritage professionals and researchers, enabling them to modernise their workflows and processes. This platform will offer access to data, cutting-edge scientific and training resources, and advanced digital tools, all developed collaboratively by the heritage community to meet their specific requirements. ECHOES will integrate the currently fragmented communities within the Cultural Heritage (CH) sector, bringing together diverse actors from various fields and disciplines into a cohesive community focused on the Digital Commons.
The data under the EAGLE Vocabularies https://www.eagle-network.eu/resources/vocabularies/ .
The latest version can always be found in the GitHub repository where these vocabularies are maintained https://github.com/EAGLE-BPN/epidocupconversion/tree/master/edm%2Bvoc/vocabularies%20testing .
Documentation of the process of initial production of the vocabularies can be found in the project deliverables https://www.eagle-network.eu/eagle-project/documents-deliverables/ , especially https://www.eagle-network.eu/wp-content/uploads/2013/06/EAGLE_D2.2.1_Content-harmonisation-guidelines-including-GIS-and-terminologies.pdf and https://www.eagle-network.eu/wp-content/uploads/2013/06/EAGLE_D2.2.2_Content-harmonisation-guidelines-including-GIS-and-terminologies-Second-Release.pdf
This is a dump of the triples entered with the Wikibase Extension into the EAGLE Media Wiki for translations.
https://wiki.eagle-network.eu/wiki/Main_Page
The same data is accessible via the Mediawiki API.
It is part of the EAGLE project https://www.eagle-network.eu/.
This Mediawiki is designed to give a tool to anyone interested in bridging this gap and contributing translations of inscriptions, either by providing groups of translations or providing new ones. Mediawiki is the software installed on the EAGLE website, and it uses the additional extension Wikibase to produce seamlessly for users, machine readable data.
EAGLE, The Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy is a best-practice network co-funded by the European Commission, under its Information and Communication Technologies Policy Support Programme. EAGLE will provide a single user-friendly portal to the inscriptions of the Ancient World, a massive resource for both the curious and for the scholarly.
The EAGLE Best Practice Network is part of Europeana, a multi-lingual online collection of millions of digitised items from European museums, libraries, archives and multi-media collections.
EAGLE (Electronic Archive of Greek and Latin Epigraphy) rappresenta il punto di arrivo dei lavori per la creazione di una banca dati generale dell'epigrafia antica avviati nel 1997 dall'Association Internationale d'Épigraphie Grecque et Latine (AIEGL).
E-RIHS.it è il nodo italiano dell'infrastruttura di ricerca europea sull'Heritage Science. E-RIHS.it offre accesso a strumenti scientifici e conoscenze all'avanguardia nel settore ed organizza dottorati di ricerca e scuole di alta formazione sulla diagnostica avanzata non invasiva applicata ai Beni Culturali.
E-RIHS is the European research infrastructure for heritage science. At E-RIHS, we aim to support research on heritage interpretation, documentation, preservation, and management. We offer access to cutting-edge laboratories, tools, and data and provide training opportunities in heritage science.
e-Archeo Voci è il Podcast sviluppato a partire dal racconto storico-archeologico delle 8 aree archeologiche.
e-Archeo Voci restituisce uno spaccato avvincente di una serie di approfondimenti narrativi, costruiti a partire dai dati scientifici raccolti dalle università e proposti con un linguaggio non specialistico per arrivare al grande pubblico. Le narrazioni, accompagnate da soundscape che evocano eventi, ambientazioni e atmosfere, possono essere fruite in qualunque momento e in qualunque luogo (in macchina, a casa, o durante la visita al sito) per una durata media di circa 30 minuti ciascuno.
e-Archeo Voci racconta delle vicende di uno o più personaggi, testimoni onniscienti di ogni secolo e dei vari cambiamenti urbanistici avvenuti per ciascun sito.
e-Archeo Tattile è l’applicazione tangibile multimediale (cd. Tangible User Interface – TUI) pensata e sviluppata per il contesto archeologico di Cerveteri, Lazio, con la consulenza di esperti in disabilità visive e uditive, al fine di garantire un prodotto che rispetti i principi dell’Universal Design.
e-Archeo Tattile ha l’obiettivo di coinvolgere il visitatore invitandolo a interagire con alcuni oggetti riprodotti tridimensionalmente e materialmente, che servono come tramite per una narrazione audiovisiva su schermo.
I temi proposti nella TUI riguardano la necropoli di Monte Abatone con la sua varia tipologia di tombe simili a case. Per la prima volta la necropoli di Monte Abatone viene presentata al pubblico sebbene in forma virtuale. Non è infatti possibile visitarla nella realtà dal momento che lo scavo archeologico, ancora in corso, viene ricoperto ogni anno per motivi di conservazione.
e-Archeo Tattile è esposta al pubblico presso la Sala Mengarelli della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri.
e-Archeo 3D è un’applicazione interattiva, fruibile da browser, implementata sulla base della piattaforma web Open Source ATON sviluppata dal CNR ISPC.
e-Archeo 3D consente la visualizzazione delle 8 aree archeologiche, tramite scenari a 360 gradi interrogabili e popolati da contenuti multimediali di vario genere: video, immagini, modelli 3D di singoli reperti. L’esplorazione dei singoli siti è pensata per essere effettuata in situ, visitando dal vivo l’area archeologica, oppure online, da casa o a scuola.
e-Archeo 3D è anche disponibile in una versione più spettacolare e site-specific presso i Musei di Cerveteri e di Marzabotto, limitatamente ai rispettivi itinerari.
e-Archeo 3D propone dei livelli di contenuti adatti sia al pubblico generico che al pubblico specialistico.
L’applicazione 3D è in italiano e inglese.
e-Archeo nasce dal desiderio del committente Ales SpA, su mandato del Ministero della Cultura (MiC), di offrire una modalità di lettura e fruizione di alcuni siti archeologici con un notevole potenziale narrativo.
Il fil rouge che ha guidato le scelte narrative di e-Archeo è stato l’illustrazione delle varie tipologie di insediamento che si sono sviluppate sul territorio italico, frutto della presenza di popolazioni e culture diverse.
Sono stati scelti centri di fondazione etrusca, greca e fenicio punica, e di ciascuno di essi si è raccontata la storia e il divenire attraverso l’illustrazione dei monumenti meglio conservati, che sono stati presentati nella loro realtà attuale e in una visione ricostruttiva, finalizzata a restituire loro quella terza dimensione perduta nel corso dei secoli.
Per la narrazione sono stati scelti i luoghi della vita pubblica (fori, basiliche, templi) e privata (abitazioni urbane e ville), senza trascurare le necropoli con le tombe e i corredi, specchio delle credenze nell’aldilà.
L’arco cronologico considerato copre più di dieci secoli, durante i quali la penisola è divenuta il luogo dell’integrazione, in cui tradizioni diverse si sono riconosciute in una cultura unitaria.
The Database of Obsidian Sourcing Studies is a listing of chemically characterized archaeological obsidian, compiled from published journal articles, excavation reports, conference papers and other scholarly records. The database lists the amount of obsidian artefacts uncovered at sites in southwest Asia and Anatolia made from material derived from various volcanic sources based on geochemical analysis and comparison with geological samples.