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La via segnata: Pianaùra e le incisioni rupestri nel paesaggio del Monte Stivo (TN)
- Title
- La via segnata: Pianaùra e le incisioni rupestri nel paesaggio del Monte Stivo (TN)
- Creator(s)
- Pedergnana, Nicola
- Cavulli, Fabio
- Editor(s)
- Carrera, Francesco
- Grifoni Cremonesi, Renata
- Tosata, Anna Maria
- Date
- 2021
- Is Part Of
- L’arte rupestre nella penisola e nelle isole italiane: rapporti tra rocce incise e dipinte, simboli, aree montane e viabilità. Rock art in the Italian Peninsula and Islands: Issues about the Relation between Engraved and Painted Rocks, Symbols, Mountain Areas and Paths. Atti del 20th International Rock Art Congress IFRAO 2018
- Pages
- 31 - 60
- Language
- ita
- Publisher
- Archaeopress,
- Place Published
- Oxford
- Short Title
- La via segnata
- Abstract
- I versanti del Monte Stivo, dall’Oltresarca verso le valli di Cavedine (ovest) e di Gresta (sud) fino al lago di Cei ad est, sono costellati di incisioni che rappresentano simboli religiosi, figure geometriche, iscrizioni, date e strumenti. Questi segni sono simili per stile, tipo e tecnica d’esecuzione, ma ogni sito ha la propria peculiarità. La loro ubicazione è su versanti attraversati da vie medievali e moderne, che collegano i fondovalle agli insediamenti posti a quote più elevate o uniscono più valli in itinerari più ampi. Uno dei percorsi più interessanti è il sentiero lastricato che collega le frazioni di Massone e San Martino (Arco) con il castello di Drena e la valle di Cavedine, lungo il quale sono situati tre ripari sottoroccia con articolati complessi incisi (Nogaiole, Sant’Antonio e Pianaura). Altre vie passano accanto alle rocce di Nago (vicino all’importante area incisa del lago di Garda), Manzano, Cei, Calavino, Lasino e Cavedine. Questa ricerca mira a definire le caratteristiche specifiche delle incisioni rupestri (stratigrafia, tipologia, tecniche d’esecuzione). Per documentare i segni sono stati utilizzati il rilievo a contatto, il frottage e la fotogrammetria 2D e 3D, e questo approccio è stato adottato legandolo alle ricognizioni di superficie e alla lettura delle fonti bibliografiche, cartografiche e toponomastiche per una miglior comprensione del contesto geologico, geomorfologico e ambientale, dell’uso del territorio e della montagna, dello sfruttamento delle risorse, dei segni e delle strutture religiose, della storia degli insediamenti e delle antiche vie di comunicazione. In questo modo lo studio tenta di connettere l’archeologia rupestre a quella del paesaggio, attraverso la creazione di un metodo che si concentra su differenti livelli spaziali, approfondendo diverse rocce e aree a varie scale. L’obiettivo finale di questa ricerca è l’interpretazione cronologica e funzionale delle incisioni come parte della lettura storico-archeologica del paesaggio nella sua evoluzione e stratificazione nel tempo attraverso l’interazione di fattori naturali e antropici.
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